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venerdì 27 novembre 2009

Sexy video per Vanessa Paradis

Parliamo di Vanessa Paradis, meglio conosciuta come Sig.ra Depp, perlomeno in Italia.
In realtà Vanessa è da vent’anni una celebrità in Francia, grazie alle sue performance musicali e cinematografiche.
Nata nel 1972, ha già alle spalle una carriera pluriventennale, esordendo nel lontano 1983. Tantissimi singoli che nel suo Paese hanno raggiunto la vetta delle classifiche e spesso sono stati hit anche in altre nazioni francofone. I suoi album sono scritti da artisti illustri come Serge Gainsbourg, Lenny Kravitz. Perfino Johnny Depp scrive con lei una canzone. I primi film da lei interpretati sono dei grandi successi, ma negli ultimi 10 anni la sua carriera ha subito un forte declino. Non conosce declino invece la sua storia con Johnny Depp, col quale vive da dodici anni tra la Francia meridionale, gli USA e le Bahamas (in cui possiedono un’isola). Tra i suoi film Elisa di Jean Becker (1995), Un'amore di strega (1997), in cui recita a fianco della grande Jeanne Moreau e in Uno dei due, con altri due mostri sacri del cinema francese come Alain Delon e Jean Paul Belmondo. Infine Lost in La Mancha (2002) a fianco del compagno.
In Francia è appena uscito il suo Best of, che contiene anche questa Tandem, in gran rispolvero nelle ultime settimane nelle radio e nelle Tv d'oltralpe.
Questo video del 1990 è diretto da Jean Baptiste Mondino (sì proprio quello di Open Your Heart, Human Nature e Don’t tell me).
Canzone sexy rock pop, video molto furbetto e molto sexy e in grado di accontentare etero e non. E a spogliarsi sono gli altri. Furba la ragazza..
video

giovedì 26 novembre 2009

Dorian Gray

Domani esce Il Ritratto di Dorian Gray, ennesima trasposizione del capolavoro di Oscar Wilde, nonché libro che amo tantissimo, più per il significato che il modo in cui è scritto.
Il regista del film è Oliver Parker, che ha già adattato Wilde in due opere apprezzabili: The Importance of Being Earnest e An Ideal Husband, entrambi con un fantastico Rupert Everett e Colin Firth.
Firth ritorna anche in quest’ultima trasposizione, anche se ci avrei visto molto meglio Rupert Everett nei panni del fascinoso, narcisista ed ambiguo Henry Wotton. Sarà questione di reputazione: Firth è sempre più in ascesa (ha appena vinto la Coppa Volpi), Everett non lo scrittura più nessuno.
Il protagonista è Ben Barnes, co-protagonista di Matrimonio all’inglese e principe Capsian in Le Cronache di Narnia 2.
Ma è davvero bellissimo come il romanzo lo vorrebbe?
Tralasciando le versioni televisive, che sono più d'una decina, di cui ben 3 negli utlimi 3 anni, prendiamo in considerazione solo i precedenti Dorian Gray apparsi sul grande schermo.
Nella versione del ’45 Hurd Hartfield era incredibilmente somigliante a Ben Barnes, forse non bellissimo, ma bravissimo e il film fu un grande successo di critica che si portò a casa un Oscar e un Golden Globe (ad Angela Lansbury).
Il bellissimo ed ambiguo Helmut Berger fu protagonista, quaranta anni fa, di una versione dark di Massimo Dallamano oggi alquanto difficile da trovare.
La versione del ’45 la vidi a scuola e non era male, quella del ’70 la sto cercando e per quella nuova ho qualche pregiudizio che spero sarà smentito. Anche perché Barnes con quella sua faccia da bravo ragazzo incapace di schiacciare una mosca, non ce lo vedo proprio nei panni dell’ambiguo Gray.
In ogni caso, ecco una carrellata dei tre Dorian Gray. Qual è il migliore? 1945

1970

2009

mercoledì 25 novembre 2009

LA DURA VERITA' di Robert Luketic

Questo weekend arriva in Italia, dopo aver ottenuto un grande successo in tutto il mondo (oltre 100 milioni di dollari!), una nuova commedia rosa che propone una coppia di nuovi attori in ascesa e un regista oramai affermato nel genere (dopo La rivolta delle bionde, Quel mostro di suocera e 21).
Guardando il trailer, in questo caso, si ottiene una perfetta idea di quello che ci si può aspettare: una commediola da blockbuster sull'abusatissimo e sempre valido tema della guerra dei sessi.
Se vi siete messi a ridere con la scena dell'orgasmo al ristorante di meg-ryaniana memoria prendete in considerazione che non ci saranno molte altre occasioni per ridere.
Si ride poco e si riflette anche meno insomma, ma non è tutto da buttare: la coppia Heigl-Butler è convincente e la prima parte appare piacevolmente scorrevole.
E' nel secondo tempo che le idee scarseggiano, il ritmo s'incrina e il film si trascina all'ovvio ed inevitabile finale, ricalcando tutti gli stereotipi della commedia sentimentale senza però aggiungervi battute memorabili o gustose risate. Scritto da tre donne, è una commedia per donne, anche se si parla pure dell'universo maschile.

VOTO: 5,5

lunedì 23 novembre 2009

VIDEOCRACY di Eric Gandini

Il regista, nonché fastidiosa voce narrante del documentario, dimostra il vuoto e lo squallore della Tv italiana, specchio della società, a sua volta specchio di questo personaggio chiamato Berlusconi. Quindi filma i casting in cui ragazzine con la testa piena di belle speranze e vuota di qualsiasi cultura sculettano nei supermercati davanti ai genitori e fratellini orgogliosi. Questa è l’Italia? Purtroppo sì. E questo fa male, colpisce come un pugno nello stomaco. Ma Gandini si scorda che grazie al cielo non tutte le ragazze sono così e non tutti gli operai vogliono diventare divi della Tv. Gandini si scorda anche che questo genere di Tv spazzatura sessista e degradante è presente in tutti cinque i continenti, dove Berlusconi è però assente. Addossare quindi all’attuale presidente ogni colpa per l’abbruttimento morale dell’Italia significa attribuirgli un’importanza che in realtà non ha. Che Berlusconi poi sia tra i presidente più ricchi del mondo e tra gli unici a gestire tutti i media questa è un’altra cosa: le veline ci sono dappertutto. In ogni Paese c’è un Berlusconi, in ogni paese c’è un Corona e ci sono ragazzine che non vedono l’ora di mostrare le pudenda per lavorare due anni della propria vita e poi campare di rendita. Dare così tanto spazio a Mora e Corona significa dar loro un’importanza che non si meritano. Grazie al cielo Garrone ha annunciato che non farà un film su Corona. Tornando a questo documentario, concludo dicendo che secondo me il regista aveva molto più materiale da sfruttare e soprattutto da sfruttare meglio. Il ritratto che ne viene fuori è sì desolante ed irritante, ma forse non abbastanza incisivo.
VOTO: 5,5

domenica 22 novembre 2009

NEMICO PUBBLICO di Michael Mann

Johnny (Depp) nei panni di Johnny (Dillinger) è assolutamente perfetto e una sua espressione dice più di molte battute. Quindi il regista decide di fargli dire il meno possibile: tutto quello che sappiamo di lui è contenuto in uno dei suoi (pochi) dialoghi con l’amante in cui dice più o meno così: “Mia mamma è morta quando avevo tre anni, mio padre mi pestava, mi piace andare al cinema e rapinare banche, questo è tutto quello che c’è da sapere su di me”. E questo è tutto ciò che sappiamo di lui, francamente un po’ poco per cucirvi sopra due ore e un quarto di film. Questo è il limite e il fascino del film in cui il regista si limita a registrare le gesta del rapinatore nel suo ultimo anno di vita, talvolta con un’irritante camera a mano, altrimenti con eleganti primi piani e piani lunghi. Infinite sparatorie, dialoghi scarni ma comunque poco incisivi e tanti punti interrogativi. Non c’è alcuna caratterizzazione psicologica e benché il film ricostruisca la caccia dell’agente Pulvis al famigerato Dillinger, non sappiamo nulla di nessuno dei due (Christian Bale bravo ma trattato da macchietta). Non c’è alcun accenno ai motivi che hanno spinto Dillinger a diventare un rapinatore di successo, non viene spiegata la sua ostinazione nel perseguire e non sono spiegate nemmeno le ragioni della sua travolgente storia d’amore per la guardarobiera (una sfuggente Marion Cotillard alla quale viene affidato lo stucchevole, inutile e romantico finale di un film per nulla romantico, probabilmente dettato dai sensi di colpa del regista che aveva così poco sfruttato le doti di un premio Oscar). La scena più bella, quasi onirica, è la tranquilla passeggiata di Johnny nella centrale di polizia. Il resto del film è una caccia al cattivo, tanto stilizzato da ricordare i vecchi western o gangster movie. Sinceramente inutile.
VOTO : 6,5

sabato 21 novembre 2009

UP di Pete Docter & Bob Peterson

Meraviglioso trionfo di colori e buoni sentimenti, con qualche suggestiva trovata che rimarrà per sempre impressa nella mia mente ( fra tutte la casa che vola grazie ai palloncini; meno memorabili ma simpaticissimi l’uccello misterioso, i cani parlanti). Una fiaba per grandi e piccini, che ci permette di uscire dal cinema più felici. Dopo una lunga parte senza dialoghi ed insolitamente drammatica per un cartone (la sensazione è simile a quella provata per la morte della mamma di Bambi, no?), il film scivola limpidamente nel mondo fantastico delle Cascate Paradiso. Un film che rompe e supera gli schemi dei cartoon per volare in alto, sempre più su!
Sarà un caso che i tre migliori film dell’anno hanno come protagonista un anziano? E tra l’altro un anziano che instaura un dialogo con una generazione molto lontana dalla sua: è il caso del Clint Eastwood di Gran Torino e del protagonista di Basta che funzioni. In tutti e tra i casi si riesce ad instaurare un legame tra queste generazioni così distanti: quella buona, saggia e vecchia e quella nuova, spaesata ma ottimista. La generazione di mezzo invece, pare non avere alcuna speranza.
VOTO : 9

venerdì 20 novembre 2009

lnglorious Basterds di Quentin Tarantino

BASTARDI SENZA GLORIA
Un colonello nazista poliglotta fa massacrare una famiglia di ebrei, di cui sopravviverà una sola superstite. Per qualche strano scherzo del fato, i loro destini si incroceranno qualche anno più tardi. Tarantino riscrive la Storia con la S maiuscola e aggiunge un altro tassello alla storia del cinema. Si riconferma abile sceneggiatore, i suoi lunghi dialoghi ormai sono un marchio di fabbrica e ancora una volta si dimostra grandissimo nel dirigire i propri attori: basta vedere quello che ha tirato fuori dalla bellissima Diane Kruger. Per non parlare del tour de force linguistico imposto agli interpreti, che passano da una lingua altra con estrema disinvoltura (inglese, francese, tedesco e una spruzzatina di italiano), con speciale menzione a Christoph Waltz che ha vinto la Palma d’oro a Cannes. Brad Pitt sfoggia crudeltà e aria da tonto (un po’ come nell’ultimo dei Coen). Anche la violenza gratuita non si può più scindere dalla filmografia tarantiniana e questa volta si mischiano usanze dei nativi americani (gli scalpi) e svastiche naziste incise sulla fronte.
I capitoli migliori sono quelli con numero pari, ed è davvero difficile dire quali tra questi sia il migliore: dal folgorante inizio, alla Parigi piena di fortuite coincidenze e omaggi cinematografici, fino al memorabile epilogo nel cinema. C’è anche una meravigliosa colonna sonora.
VOTO: 9

giovedì 19 novembre 2009

Recensione di OGGI SPOSI di Luca Lucini

OGGI SPOSI
Questa commedia corale mette in scena 4 episodi, legati tra loro, di altrettante coppie alle prese col fatidico sì. Ma siamo proprio sicuri che gli italiani hanno ancora così tanta voglia di sposarsi? Secondo il regista Lucini e lo scenegitore Bonifacci sì e per dimostrarlo mettono in scena una sfilata di attori decisamente in forma, come ennesima dimostrazione dell’esistenza di interpreti italiani validi ma solitamente mal utilizzati. Si ride di gusto a più riprese, non ci sono vere cadute di ritmo, solo qualche lungaggine e qualche sketch superfluo. Dopo Diverso da Chi e Lezioni di cioccolato, Argentero e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci si ripresentano con un prodotto gradevolissimo, che però non ha suscitato particolarmente l’interesse del pubblico ( mentre Ex, altra commedia amorosa corale ha superato i 10 milioni questo arriverà al massimo ai 3, molto probabilmente) ed è un peccato.
VOTO: 6,5

domenica 15 novembre 2009

Gay: accolti al cinema ma non nella società (italiana)

Dopo gli applausi (e premi) di A Single Man a Venezia e la vittoria di Brotherhood a Roma, l'ondata queer travolge pure il Festival di Torino.
Almeno quattro i titoli a tematica glbt : La bocca del lupo, Chi l’ha visto?, Le roi de l’evasion et Le refuge (secondo film del 2009, dopo Ricky, per il francese François Ozon, già autori di film a tematica come Le temps qui reste).
Molto probabilmente di questi ben pochi vedranno il buio delle sale.
Come Due volte genitori, la cui proiezione è stata perfino negata in una sala comunale del Nord Italia. Di questo documentario, tra l'altro, l'unica rivista cinematografica a parlarne è stata Film.tv, che tra l'altro lo promuove a pieni voti.
Si spera che a forza di parlare di film a tematica, qualcosa si muova...In attesa dell'uscita del provocatorio Brotherhood..

sabato 14 novembre 2009

Recensione di PARNASSUS - L'UOMO CHE VOLEVA INGANNARE IL DIAVOLO di Terry Gilliam

Un uomo stringe un patto con il diavolo, ma se ne pente. Per sua fortuna al Diavolo piace giocare.
Non è facile riassumere la trama del film, piuttosto esile a dirla tutta, se non insignificante. Ciò che conta è altro. Siamo nella dimensione della favola, e come in ogni favola che si rispetti, la verosimiglianza e la logica non sono elementi indispensabili. Dopo aver scomodato due degli autori più famosi di fiabe, i fratelli Grimm, Terry Gilliam ora si ispira al Dottor Faust e inventa lui stesso una nuova fiaba, ancora più fantasiosa nella misura in cui è stato costretto ad “improvvisare” dopo l’imporvvisa scomparsa del suo protagonista. Infatti a recitare per lui ancora una volta c’è Heath Ledger, prematuramente scomparso nel corso delle riprese. A questo punto Gilliam ha adattato il film alle circostanze, utilizzando le scene con Ledger e inserendovene delle altre con Depp, Law e Farrel che lo sostuiscono ogni volta che il personaggio attraversa lo specchio magico. La prima mezzora pare interminabile, poi con l’entrata in scena del personaggio di Ledger il film decolla lentamente, fino ad arrivare ad una sgargiante, suggestiva e magnifica terza ed ultima parte che si risolve in un tripudio di bellissime trovate visive. Il personaggio di Ledger è una canaglia che ricorda tanto Johnny Depp nei Pirati dei Caraibi. Purtroppo questa rimane l’ultima prova di un attore bravissimo rivalutato solo dopo la sua triste scomparsa.

VOTO : 7,5

giovedì 12 novembre 2009

RECENSIONE di THIS IS IT - di Kenny Ortega

Una sorta di backstage delle prove di quello che sarebbe dovuto essere il This is it Tour, che non è mai diventato un tour, ma si è trasformato in film, offrendo a tutti i fan e curiosi la possibilità di vedere su uno schermo cinematografico lo spettacolo che il re del pop stava preparando.
Le immagini sono quasi sempre ad alta qualità e un diligente lavoro di montaggio ha fatto il resto: è stata seguita la scaletta del concerto, inserendovi interviste ed altre riprese del backstage.
Interviste ai collaboratori, provini, prove: tutto quello che si può ritrovare in qualsiasi altro lavoro di questo genere, ma qui l’emozione è maggiore per tre motivi fondamentali: innanzitutto il protagonista ci ha lasciati, trattasi di un mito dei nostri giorni e di uno spettacolo che sarebbe diventato storico. A testimoniarlo i fantatici video che erano stati girati per lo show, autentici capolavori degni d’una sala di cinema. In Smooth Criminal Michael “recita” in Gilda interagendo con Rita Hayworth , in Thriller ripropone una favola gotica che inizia con cadaveri che escono dalle proprie tombe e termina con gli stessi che volano in cielo. Per ultimo Earth Song, un emozionante video sull’ambiente che ha come protagonista una bambina che si addormenta in un paesaggio idilliaco per poi risvegliarsi in una foresta distrutta dall’uomo, quell’uomo che non ha più rispetto per nessuna forma vivente, nemmeno umana.
Tanti messaggi ambientalisti, di amore e di speranza, ma protagonista del film è la musica: purtroppo troppa è nella versione studio, ma quando Michael canta dal vivo e la band lo segue, l’emozione c’è. E rimarrà. Una bella operazione commerciale, di cui fan e produttori, per motivi diversi, saranno contenti.
Voto: 7,5

lunedì 9 novembre 2009

My music chart!

Settimana rivoluzionaria per la mia musica con una classifica piena di new entries:
il brano che ho ascoltato di più questa settimana è stato
SOGNO di Gianna Nannini, seguito da
TI VORREI SOLLEVARE di Elisa & Sangiorgi e al terzo posto
PSYCHIC CITY degli YACHT!
Ecco qua sotto il delirante video di quest'ultima
http://www.youtube.com/watch?v=uD0p8LLxskM
a breve spenderò qualche parola in più a proposito di questo duo!

venerdì 6 novembre 2009

Brad Davis, Fassbinder, sangue e sesso..

60 anni fa nasceva Brad Davis, ma oggi non è il suo compleanno, perchè Brad morì
nell'autunno del '91, pochi mesi prima di Freddy Mercury, e proprio come il leader dei Queen, moriva di AIDS a poco più di quaranta anni.

Chi è Brad Davis, vi starete chiedendo? E' il protagonista di Fuga a Mezzanotte di Alan Parker e di Querelle di Fassbinder. Il primo non l'ho mai visto, anche se ho visto altri bei film di Parker (The Wall, Evita, Le ceneri di Angela). Il secondo l'ho visto domenica.
Che dire? Da un’opera non si può definire l’intera carriera di un artista, ma quest’opera è speciale, poiché summa dell’intera filmografia e biografia del regista.

Approfondendo l’argomento, ho scoperto che questo film può essere giustamente definito “maledetto”: dedicato ad un amante suicida, girato da un regista morto per overdose a fine riprese, interpretato da un protagonista morto di AIDS e da un attore accusato poi di omicidio.. Senza contare che la locandina era opera di Andy Warhol..

Brad Davis, il villoso e muscoloso protagonista, alla sua morte, sopraggiunta quando era ancora quarantenne, venne descritto come “il primo eterosessuale morto di AIDS”. In realtà, la moglie spiegò poi che il marito era bisex e "che tutti, se scaviamo nel profondo, lo siamo".

Per quanto riguarda la vita privata di Rainer Weiner Fassbinder, si può davvero affermare che è a tinte molto forti.
La sua prima storia d’amore importante fu con una segretaria, Irm Hermann, che costrinse con la forza a recitare nei suoi film (nel senso che proprio la picchiava). In quanto a uomini, gli piacevano non-europei, sposati e con prole: uno dei suoi primi amanti fu Gunther Kauffmann, che fece recitare in ben 17 suoi film, tra cui appunto Querelle, dove interpreta il proprietario del locale, cioè il nero che sodomizza il protagonista. Rimasero amici anche dopo la rottura e fu l’unico suo amante a non uccidersi. Ma il suo nome è stato poi comunque legato ad una morte: pochi anni fa fu infatti accusato di omicidio, ma poi assolto in quanto l’assassino era sua moglie, deceduta nel frattempo.
Ok, non perdiamo il filo del discorso e torniamo al regista tedesco, che si sposò con Ingrid Caven, attrice di molti suoi film e moglie tollerante. Poi Fassbinder si innamorò perdutamente del marocchino El Hedi ben Salem, anch’egli sposato e con due figli. Lo strappò alla famiglia, lo riempì di doni e lo convinse a vivere con lui ed a recitare nei suoi film. La loro storia finì bruscamente quando l’uomo fu imprigionato per aver ucciso tre uomini sotto effetto dell’alcool. Si impiccò in cella e Fassbinder dedicò a lui il film Querelle, come si legge dopo i titoli di testa.
In seguito Fassbinder ebbe una relazione con Armin Meyer, anche lui utilizzato in diversi film. La relazione questa volta fu troncata dal regista e l’amante, disperato, si suicidò.
Fassbinder passò gli ultimi anni della sua vita con una donna, che lo trovò morto nel suo letto ucciso da un mix di cocaina e sonniferi. Aveva 37 anni e 40 film alle spalle.
Avete tenuto il conto di morti e amanti citati?

Querelle è tratto da Querelle du Brest di Jean Genet, scrittore gay dalla biografia turbolenta (ma dai!?): espulso dal collegio in quanto sodomita, fu amico di Jean Cocteau, il regista, scrittore (La bella e la bestia) e artista che ebbe una lunga relazione con l’attore e scultore Jean Marais (Le notti bianchi, di Visconti) e poi con Edouard Dermit, che prima amò e poi adottò rendendolo erede..

P.S.Tantissime furono le locandine che uscirono per il film: qui ne ho scelte due.
Quale è migliore? Quella fallocentrica o quella warholiana?




mercoledì 4 novembre 2009

Gli Snow Patrol cantano Madonna

Il 30 ottobre si è festeggiato il 75esimo anniversario degli studi della BBC a Maida Vale, dove negli ’60 avevano suonato i Beatles, David Bowie, Jimi Hendrix e Led Zeppelin e dove tutt’ora vengono registrati e trasmessi programmi musicali e concerti. Per l’occasione gli Snow Patrol si sono esibiti in uno showcase negli stessi studi. Hanno suonato anche Ray of Light.

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Novità musicali di novembre

Nuovo mese, nuova musica.

Nuovo album (Up to now) per gli Snow Patrol, anticipato dal singolo Just say yes, che all’inizio può apparire ammiccante, ma poi si risolve in un classico pezzo alla Snow Patrol.

Nuovo album anche per Carmen Consoli, anticipato dal bel singolo "Tutto su Eva", accompagnato anche da un bel video. Io la preferisco come autrice e compositrice piuttosto che interprete, de gustibus.

Atteso(?) ritorno di Giusy Ferreri con un album di cover (ma perché cover?!) anticipato da un’oscena cover di quell’impareggiabile Il Cielo è sempre più blu del grande Rino Gaetano.

Anche i The Kooks hanno pensato di ritornare con una cover, non di un classico, ma di un cult della musica commerciale da discoteca degli anni ’90: All that she wants degli Ace of Base, brano che io adoravo alla follia e che qua ovviamente è riproposto in chiave brit-rock. Ma possibile che in due anni i ragazzotti di Brighton non siano riusciti a scrivere nulla di inedito?!

Torna anche Elisa, appena diventata mamma, e per anticipare l’album Heart, ha scelto il duetto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. La canzone, chiamata Ti vorrei sollevare, non è affatto male, però dall’incontro tra le due (a mio parere) più belle voci del panorama musicale italiano mi aspettavo di più!

La Britney ritorna con un nuovo album, lanciato da un singolo che coincide con il voto che si può attribuire al pezzo: Three. C’è un intermezzo adorabile con chitarrina e vocina dolce, ma il resto della canzone è un’indecedente accozzaglia house-pop .

La diciottenne Dixie Lott dopo quel tormentone di Mama Oh Oh è tornata con Boys and Girls che è identico a Shut up and drive di Rihanna. Non sono affatto dispiaciuto né stupito che la sua vena creativa si sia già esaurita.

Anche Rihanna è tornata con un nuovo pezzo, lento. Ma è troppo presto per esprirmi. Non l'ho mai ascoltato con attenzione.

Arriviamo quindi al film-evento (ahimé) del mese, New Moon. Il brano portante è stato affidato ad una band sconosciuta dall’insolito nome: Death cab for cutie. Il pezzo si intitola Meet me on the Equinox ed è davvero caruccio.

Lord Sting esce con un nuovo lavoro concettuale e sperimentale: una serie di ballate celtiche natalizie (e qualche inedito) arrangiate con strumenti più o meno antichi. Sono molto incuriosito ma sinceramente mi sembra troppo presto per canti natalizi, quindi rimando l’ascolto a dicembre.

Last but not least il Signor Battiato che ha scritto un fortissimo ed esplicito j’accuse contro il nostro Presidente del Consiglio. Molto stranamente, non ha provocato l’inevitabile scandalo che mi aspettavo. Sono sicuro però che i giornalisti se ne occuperanno presto, anche perché è davvero insolito udire il più elegante, intellettuale ed enigmatico dei cantanti italiani lanciare un simile pamphlet. Della serie: anche i più tranquilli sono arrivati al limite della pazienza e dell’indignazione. La canzone si chiama Inneres auges e a primo ascolto non mi convince molto dal punto di vista musicale, ma il testo vale proprio la pena ascoltarlo e leggerlo per bene:
http://www.youtube.com/watch?v=pvEbyhfuKkU
come un branco di lupi
che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api
accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da
altissimi monti in rovina.
uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?
non ci siamo capitie perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?
che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebberociarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
la linea orizzontaleci spinge verso la materia,quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuses’intravede un chiaroreche con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:inneres auge, das innere auge
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
la linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
ma quando ritorno in me,sulla mia via, a leggere e studiare,
ascoltando i grandi del passato…mi basta una sonata di corelli,
perché mi meravigli del creato!

martedì 3 novembre 2009

CIAK si fa in 4!


Taylor Lautner é tra le più giovani, o probabilmente la più giovane star mai apparsa su una copertina di Ciak e molte altre riviste cinematografiche.
Il bambino ha appena 17 anni, considerando che è nato nel 1992! Roba da matti!
Nemmeno maggiorenne e già ricco e famoso con un patrimonio sperperato in anabolizzanti e steroidi. Nemmeno maggiorenne e un fisico del genere! Come avrà fatto?
Ma la domanda più importante che mi pongo è un'altra. Questo mese CIAK uscirà con 4 cover diverse, ovvero quella con una foto con i 3 personaggi principali, ovvero l'adorabile Kristen Stewart, il tenebroso Robert Pattinson e l'inguardabile giovanotto qui sopra. Ad ognuno dei tre è poi dedicata una cover a parte. Essendo abbonato, a me quale arriverà?!

lunedì 2 novembre 2009

Amore che occupi il pensiero della mia terra

Torna amore
vela delicata e libera
che occupi il pensiero
della mia terra
sto morendo sulla grandiosità di un fiume
che è rosso di desiderio
e vorrebbe travolgere il tuo amore.

Alda Merini, Torna Amore